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LA DISCREZIONALITA’ NELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE SUL SOVRAINDEBITAMENTO

Con il caso che oggi esponiamo, vogliamo evidenziare la discrezionalità che, purtroppo, caratterizza l’applicazione della legge sul sovraindebiatmento, mettendo a confronto il modo di operare di due Tribunali, quello di Lecco e quello di Milano e dei professionisti OCC dagli stessi nominati.

– Presso il Tribunale di Lecco è stata depositata dallo Studio Legale Stracuzzi una proposta di accordo con la relativa relazione di fattibilità positiva firmata dall’OCC nominato dal Tribunale.

– Il giudice delegato, a seguito del deposito, ha emanato decreto di fissazione udienza, convocando l’OCC, il debitore ed il suo procuratore, per discutere sulle “criticità” della proposta dallo stesso rilevate al fine di verificarne il possibile superamento.

– L’esperienza di Lecco si presenta diametralmente opposta rispetto ad altra avuta di recente presso il Tribunale di Milano.

– A Lecco il Giudice, prima di pronunciarsi sulla proposta ha fissato un udienza per valutare il possibile superamento delle criticità del piano e l’OCC non si è limitato alla funzione di “attestatore”, ma come previsto dalla legge “ha assunto ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione e all’esecuzione dello stesso, seguendo, quindi, la procedura di sovraindebitamento dalle fasi iniziali fino alla conclusione della stessa, trovandosi a compiere contemporaneamente attività di consulente legale e finanziario del debitore, ausiliario del giudice e di garante nei confronti dei terzi in generale e dei creditori in particolare”.

– A Milano, invece, a seguito del deposito di un piano del consumatore, e della relativa relazione positiva di fattibiltà, il Giudice Delegato ha pronunciato decreto di inammissibilità per presenza di criticità senza, però, svolgere un preventivo confronto con l’OCC e con il debitore (ed il suo procuratore) per verificarne il superamento.

– A differenza del professionista di Lecco l’OCC nominato dal Tribunale di Milano ha svolto esclusivamente un’attività di attestazione.

– Lo stesso, già dal primo incontro, aveva espressamente precisato che il suo compito sarebbe stato esclusivamente quello di attestare il piano demandando al debitore ed al suo consulente tutta la restante attività da svolgere.

– Quanto sopra esposto evidenzia in modo inconfutabile che la discriminante di questa “nuova” procedura è data esclusivamente dai professionisti e dagli operatori del diritto coinvolti che, di volta in volta, scelgono come interpretare la legge, a favore del debitore o meno. Questo in quanto la legge 3/2012 non presenta un impianto normativo esplicito e di immediata interpretazione.

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